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L’Antiginnastica®  si fa in gruppo. Perché – allora –  proporre una prima seduta individuale?  Funziona così, di prassi. Si inizia con un breve colloquio – contestualmente o in un secondo momento. Con la seduta individuale si permette al cliente di sperimentare un lavoro a tu per tu, prima di decidere se impegnarsi in un percorso più lungo. E’ anche un’occasione per fare conoscenza con l’Esperto e con lo spazio di pratica e per porre delle domande. Per l’Esperto rappresenta un momento importante, per vedere lavorare la persona, per comprendere meglio le sue esigenze e orientare così il proprio lavoro successivo.  

Mi piacciono le sedute individuali. Mi ci accosto sempre con circospezione, con l’incognita che ogni nuovo incontro inevitabilmente porta con sé. Mi metto in ascolto, osservo me stessa e l’altro; guardo il colore che ogni persona porta, come risuona in me, cosa mi lascia. Ogni incontro è diverso. Spesso mi trovo a interrogarmi: “chissà a cosa sta pensando, chissà cosa prova …”. Sicuramente ne parleremo, ma le sensazioni profonde e vere spesso sono segrete, o a volte sfuggono alla coscienza stessa di chi le prova, ed è giusto che sia così.  A volte cerco di mettermi nei suoi panni: è piacevole avere qualcuno che si dedica a te per un certo tempo? Oppure ti mette a disagio sentirti osservato? 

E’ uno scambio alla pari: pur in due ruoli diversi ci stiamo prendendo le misure a vicenda. So di essere vista, esposta … l’imbarazzo è anche mio, così come il piacere, e tutto il resto. 

Mi è stato insegnato che essere consapevole delle emozioni, sensazioni, impressioni che provo mentre mi dedico a qualcuno è una cosa molto sana. Forse l’unica che ti tutela veramente. Se non ne sei consapevole, sei in preda delle tue reazioni automatiche; se ti accorgi di quello che senti, hai una possibilità di scelta. 

 In questo primo incontro si gettano le basi di una relazione. Insegnare non è mai una semplice trasmissione di tecniche, anche se è necessario averne la massima padronanza.  Insegnare è mettere se stessi a disposizione, accettare che l’altro ti veda per quello che sei, nel bene e nel male. E’ importante chiedersi sempre: “quanto sono credibile”? Quanto sono aderente a quello che propongo? Se sei credibile permetti all’altro di concederti quella fiducia necessaria a consentirgli di di fare un’esperienza. Questo ho sperimentato a mia volta. Questo mi è stato insegnato. 

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